Organismi, individui, comunità
In questa sezione esploriamo il concetto di libertà dal punto di vista delle neuroscienze, ma dove queste si muovono al confine con le scienze umane. Una riflessione su idee e evidenze scientifiche che apre nuovi orizzonti di comprensione.

La libertà è una categoria del vivente prima ancora che dello spirito
H. Jonas (attribuito)
Nell’epoca delle macchine intelligenti, l’idea che l’individuo sia inesorabilmente determinato dai geni o dall’ambiente in cui è immerso, senza reali margini di libertà personale, è più viva che mai, alimentata dalle analogie sempre più diffuse tra esseri umani, processi mentali, algoritmi e macchine.
L’articolo propone una prospettiva diversa: determinismo e libertà di scelta non sono un’antinomia inconciliabile, ma una dinamica costitutiva della costruzione dell’identità personale. Le neuroscienze mostrano infatti che, all’interno dei processi deterministici, si aprono gradi di libertà reali, in particolare nei meccanismi di auto-costruzione dei circuiti neurali (indipendenti dall’esperienza) e nel loro successivo aggiustamento attraverso l’esperienza cosciente (del corpo e del mondo).
Questi processi, ben noti a chi si occupa di sviluppo e riparazione del sistema nervoso, restano attivi per tutta la vita, ad esempio nell’immaginazione e nell’apprendimento. La coscienza è la dimensione in cui molti di essi si manifestano, ma altri operano inconsapevolmente a livello corporeo: per questo la libertà può essere intesa come una categoria del vivente, prima ancora che dello spirito (della soggettività).
L’articolo mostra come le dinamiche appena descritte supportino la costruzione dell’identità personale, introducendo significativi gradi di libertà, intesi come capacità di trasformarsi ed evolvere oltre le condizioni di partenza. Viene inoltre discusso il ruolo centrale dell’esperienza cosciente — pur non esclusivo — nella nascita della storia e della cultura, una vera e propria seconda dimensione evolutiva che si intreccia con quella naturale e amplia enormemente i margini di libertà degli individui e delle comunità.


