Un robot cosciente?

Un robot discute con il suo istruttore sull' opportunità o meno di gettare un oggetto sul pavimento
Su Progress di Sky Tg24, un robot discute con il suo istruttore sull’ opportunità o meno di gettare un oggetto sul pavimento

Una recente puntata di Progress Sky Tg24 , dedicata alla Intelligenza artificiale e condotta da Helga Cossu, ha sconvolto la conduttrice stessa.   

Chi è interessato può vedere il servizio all’ indirizzo : https://video.sky.it/news/tecnologia/video/progress-24-aprile-2021-parte-2-intelligenza-artificiale-666185

Tra Palermo e Roma è in corso una ricerca avanzata di Intelligenza Artificiale, che ha lo scopo paradossale di produrre un robot cosciente.   La ricerca è condotta presso il Robotics Lab del Dipartimento di Ingegneria della Università di Palermo. Nel servizio è’ la dr.ssa Arianna Pipitone, esperta in linguistica computazionale, che ci spiega di cosa si tratta. 

Il Robot che stanno costruendo si comporta come se avesse consapevolezza di ciò che sta facendo e delle conseguenze di quello che fa, o che gli viene ordinato di fare dal suo istruttore. 

E questa consapevolezza è tale che il simpatico robot sembra proprio una persona molto educata che pensa ad alta voce e discute con il proprio istruttore, argomentando che la cosa che gli è stata chiesta, di buttare della carta per terra, non è una cosa molto educata né molto carina.

La ricerca sembra interessarsi di buone maniere, ma in realtà si sta cercando di riprodurre nel robot un aspetto del funzionamento della mente umana, il discorso interno, come dice la dr.ssa Pipitone, o meglio ancora la coscienza, la consapevolezza di ciò che si pensa, di ciò che si dice o si fa e delle eventuali conseguenze future. 

Già questo punto ci porta ai confini della nostra immaginazione. Come giustamente fa notare , Helga Cossu: “pensavo che i robot fossero programmati per obbedire , non per discutere con noi su cosa pensiamo , o su cosa vogliamo”. 

Ma le sorprese non finiscono qui. La ricerca e la costruzione del nostro simpatico robot è un progetto finanziato dall’ esercito americano (High Force Office Science Research). Ci si può chiedere perchè l’ esercito americano sia interessato alle buone maniere (o alla coscienza) dei robot? 

La risposta è semplice : si tratta di costruire macchine che simulino sempre meglio l’ essere umano, non solo nel comportamento, nelle movenze o nel tono della voce, ma anche nel pensare, nel riflettere sulle cose, nel discorso interno e nella consapevolezza delle proprie azioni e dei propri pensieri, insomma. Tutto questo potrà servire anche a ingannare meglio l’ essere umano, in futuro, usando queste macchine.

L’ educazione potrebbe essere una maschera per vincere la diffidenza degli esseri umani, per celarsi meglio in mezzo a loro?

Ma questo esperimento ci riporta anche a un millenario dibattito, quello che da sempre agita la filosofia, o più semplicemente della storia della curiosità umana: davvero si possono costruire macchine coscienti? Delle macchine che pensano e comunicano i loro pensieri ad alta voce? 

Le macchine possono imitare i meccanismi cerebrali, talvolta superarli in potenza, ad es nel calcolo e nella previsione, gli algoritmi delle macchine possono riprodurre le nostre strategie decisionali, le macchine calcolano, prevedono, organizzano, agiscono e costruiscono oggetti al posto nostro. Questo è ciò con cui cominciamo a convivere. Non è più soltanto frutto della nostra immaginazione.

Ma comportarsi secondo un algoritmo, talmente sofisticato da permettere al robot anche di sostenere una discussione con l’ essere umano su ciò che è bene fare  o no, è uguale a dire che quel robot fa la stessa esperienza che facciamo noi ogni giorno, ogni istante, meravigliosa nella su quotidianità, l’ essere coscienti, sentire in noi se quello che facciamo è bene o no, se quello che ci appare è bello o no? 

La coscienza è solo questione di operazioni in circuiti elettrici? Sappiamo che anche negli esseri umani la esperienza cosciente, il “sentirsi vivi”, la consapevolezza dei propri stati soggettivi ha un correlato funzionale nei circuiti elettrici cerebrali. 

Anche le macchine, come il nostro educatissimo robot, arriveranno a sviluppare una loro soggettività, paragonabile , al nostro sentirsi vivi, al nostro essere coscienti? oppure ciò che noi sperimentiamo come soggettività ed esperienza cosciente è qualcosa che è comparsa solo nella lunghissima evoluzione, di miliardi di anni, della materia vivente?

25 aprile 2021

 

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